Come cambia il rapporto tra gli anziani e internet
Sono sempre più numerosi gli italiani che utilizzano internet. E’ quanto risulta dalla ricerca "Cittadini digitali – L’innovazione nella pubblica amministrazione: gli italiani, internet e i nuovi servizi" effettuata dal Censis (Centro Studi Investimenti Sociali) e presentata al Forum P.A. 2003, secondo la quale si è passati dal 23,1% di utenti del 2000 al 32,1% di oggi.
La maggior parte dell’utenza è costituita da quella élite più istruita e con più mezzi a disposizione; gli uomini risultano ancora in numero maggiore rispetto alle donne. Tra gli utenti potenziali, cioè quelli che conoscono internet ma non si sono ancora collegati, ci sono pensionati e casalinghe, passati dal 74,4% nel 2000 all’83,8% nel 2003. Troviamo pensionati e casalinghe anche tra gli esclusi, ovvero quelle persone con bassa scolarizzazione che non conoscono internet neanche in maniera indiretta e ignorano i servizi che offre, sebbene la percentuale diminuisca dal 19,4% del 2000 al 9,4% del 2003.
Internet si afferma come strumento "infodomestico", vale a dire che ci si collega più da casa che non dal posto di lavoro. Ciò significa che l’alfabetizzazione informatica sta seguendo un percorso "privato" e non pubblico. L’impiego principale è per la ricerca di informazioni e per inviare e ricevere e-mail, meno frequenti prenotazioni, acquisti o transazioni on line, sintomo di una diffidenza ancora diffusa.
L’unico servizio transattivo sperimentato on line fino ad ora è il pagamento dell’Ici (Imposta Comunale sugli Immobili), possibilità offerta, per adesso, dal 17,6% dei Comuni provvisti di un sito internet istituzionale. L’utenza internet oltre i 65 anni che, secondo il campione intervistato, ha pagato la suddetta imposta on line è il 22,2% contro il 77,8% che ha optato per il pagamento consueto allo sportello.
L’uso ancora molto limitato dei servizi che richiedono pagamenti on line si spiega anche con il fatto che il 64% degli italiani non possiede una carta di credito, strumento indispensabile per questo tipo di operazione. La maggioranza preferisce ancora utilizzare i bollettini di conto corrente per effettuare i versamenti.
I giovani risultano essere più fiduciosi nella capacità di internet di migliorare la pubblica amministrazione, mentre gli anziani vorrebbero che si migliorassero i servizi già esistenti, aumentando il numero degli sportelli sul territorio e prolungando gli orari (nel 2000 erano di questo parere il 57,2% dei pensionati, percentuale scesa oggi al 54,9%).
La pubblica amministrazione ha avviato il suo percorso di modernizzazione attraverso internet, strumento chiave per migliorare la qualità dei servizi e gli italiani cominciano ad apprezzarlo. Tuttavia è necessario seguire questo processo con una metodologia in grado di sostenere il cambiamento nella cultura e nelle abitudini sia degli enti sia della popolazione.
La maggior parte dell’utenza è costituita da quella élite più istruita e con più mezzi a disposizione; gli uomini risultano ancora in numero maggiore rispetto alle donne. Tra gli utenti potenziali, cioè quelli che conoscono internet ma non si sono ancora collegati, ci sono pensionati e casalinghe, passati dal 74,4% nel 2000 all’83,8% nel 2003. Troviamo pensionati e casalinghe anche tra gli esclusi, ovvero quelle persone con bassa scolarizzazione che non conoscono internet neanche in maniera indiretta e ignorano i servizi che offre, sebbene la percentuale diminuisca dal 19,4% del 2000 al 9,4% del 2003.
Internet si afferma come strumento "infodomestico", vale a dire che ci si collega più da casa che non dal posto di lavoro. Ciò significa che l’alfabetizzazione informatica sta seguendo un percorso "privato" e non pubblico. L’impiego principale è per la ricerca di informazioni e per inviare e ricevere e-mail, meno frequenti prenotazioni, acquisti o transazioni on line, sintomo di una diffidenza ancora diffusa.
L’unico servizio transattivo sperimentato on line fino ad ora è il pagamento dell’Ici (Imposta Comunale sugli Immobili), possibilità offerta, per adesso, dal 17,6% dei Comuni provvisti di un sito internet istituzionale. L’utenza internet oltre i 65 anni che, secondo il campione intervistato, ha pagato la suddetta imposta on line è il 22,2% contro il 77,8% che ha optato per il pagamento consueto allo sportello.
L’uso ancora molto limitato dei servizi che richiedono pagamenti on line si spiega anche con il fatto che il 64% degli italiani non possiede una carta di credito, strumento indispensabile per questo tipo di operazione. La maggioranza preferisce ancora utilizzare i bollettini di conto corrente per effettuare i versamenti.
I giovani risultano essere più fiduciosi nella capacità di internet di migliorare la pubblica amministrazione, mentre gli anziani vorrebbero che si migliorassero i servizi già esistenti, aumentando il numero degli sportelli sul territorio e prolungando gli orari (nel 2000 erano di questo parere il 57,2% dei pensionati, percentuale scesa oggi al 54,9%).
La pubblica amministrazione ha avviato il suo percorso di modernizzazione attraverso internet, strumento chiave per migliorare la qualità dei servizi e gli italiani cominciano ad apprezzarlo. Tuttavia è necessario seguire questo processo con una metodologia in grado di sostenere il cambiamento nella cultura e nelle abitudini sia degli enti sia della popolazione.
a cura di intrage


<< Home